microidroelettrico e la nuova tariffa omnicomprensiva

Un’opportunità di recupero, valorizzazione ed investimento per molti
Gli impianti idroelettrici trasformano l’energia potenziale dell’acqua in caduta da una certa altezza in energia elettrica per mezzo di generatori elettrici azionati da sistemi idraulici.
Sin dalle origini quella idroelettrica è stata, ed è ancora, una delle maggiori fonti energetiche rinnovabili dopo le biomasse: oltre il 20% della produzione mondiale di energia elettrica proviene da centrali idroelettriche.
Fino alla prima metà del XX secolo, in Europa furono realizzate migliaia di centrali idroelettriche di piccole dimensioni che hanno soddisfatto per molti anni i fabbisogni di diversi centri abitati, in particolare nelle zone rurali. In seguito, la creazione di grandi reti di distribuzione dell’energia elettrica anche in queste zone, ha fatto sì che molti degli impianti cadessero in disuso.
In quest’ultimo periodo si è assistito ad un ritorno di questa tecnologia che, rispetto alle grandi centrali, ha un più limitato impatto sull’ambiente, richiede minore manutenzione, è caratterizzata da un alto rendimento di conversione dell’energia, si presta facilmente ad essere integrata in sistemi di utilizzo plurimo delle risorse idriche e permette il recupero degli impianti in disuso; come ad esempio il mulino di Preci (foto) un progetto IGR snc.
Tali interventi di recupero sono resi più interessanti dall’arrivo della tariffa omnicomprensiva. La tariffa è una sorta di conto energia per le fonti rinnovabili, si attesta a 22 c€/kWh prodotto e viene erogata per un periodo di 15 anni.
Ing. Enrico Venturini (Egenera)
Fonte: Umbriaonline Casa
